Vittime del Terrorismo

1. Hai subito un'invalidità o perso un familiare a causa di un atto terroristico o di matrice mafiosa?

È importante essere consapevoli dei tuoi diritti: hai il diritto di richiedere benefici significativi per te e i tuoi familiari coinvolti in tali circostanze.

2. I requisiti per ottenere i benefici

Le Vittime del terrorismo comprendono cittadini italiani che hanno perso la vita o sono rimasti invalidi a seguito di atti di eversione dell'ordine democratico e di terrorismo, sia in Italia che all'estero.

Allo stesso modo, le Vittime della criminalità organizzata includono cittadini italiani, stranieri o apolidi che hanno perso la vita o sono rimasti invalidi a causa di atti criminali di stampo mafioso che sono avvenuti in territorio nazionale.

È possibile richiedere i benefici per tali situazioni in qualsiasi momento, relativamente a fatti accaduti a partire dal 1° gennaio 1961.

«I traumi derivanti da un attentato terroristico o un crimine mafioso possono manifestarsi nel tempo con problemi di natura psicologica, come la sindrome da stress post-traumatico. È importante dimostrare la gravità di tali sintomi e la loro correlazione con l'evento traumatico.»

3. Possibili benefici: quali sono?

Sono disponibili diverse forme di compensazione per le vittime di attentati terroristici o crimini mafiosi:

  • Una speciale elargizione di € 200.000 una tantum o un importo di € 2.000 per ogni punto percentuale di invalidità inferiore all'80%.

Per coloro che presentano un'invalidità pari o superiore al 25%:

  • Un assegno vitalizio di € 500 al mese.
  • Un assegno vitalizio speciale di € 1.033 al mese.

È importante sottolineare che queste provvidenze sono esenti dall'IRPEF, soggette a perequazione automatica, e possono essere cumulate con stipendi e trattamenti pensionistici già in corso.

Le vittime di atti terroristici o crimini mafiosi hanno diritto a ulteriori benefici, tra cui:

  • Esenzioni dal ticket sanitario.
  • Borse di studio per i figli.
  • Il diritto al collocamento obbligatorio per sé o i propri familiari.

Dal punto di vista pensionistico, le vittime del terrorismo hanno diritto a un aumento di dieci anni di contributi figurativi. Il trattamento di quiescenza corrisponde all'ultima retribuzione annua pienamente percepita e maturata, aumentata del 7,5% per:

  • Coloro che hanno subito un'invalidità permanente pari o superiore all'80% della capacità lavorativa a causa di atti di terrorismo o stragi di tale natura.
  • Coloro che hanno continuato a lavorare con un'invalidità non inferiore al 25% e hanno raggiunto il periodo massimo pensionabile, inclusi i dieci anni di contribuzione figurativa.

«A partire dal 01/01/2014, i familiari delle vittime del terrorismo hanno diritto agli assegni previsti anche per le vittime stesse, sia nel caso di vittime sopravvissute con un'invalidità non inferiore al 50% che nel caso di familiari superstiti di vittime decedute successivamente a causa dell'atto terroristico.»

4. Come presentare la domanda?

La richiesta può essere presentata direttamente dal soggetto interessato o dai familiari superstiti attraverso le seguenti modalità:

  • Presso la prefettura della provincia in cui si è verificato l'evento terroristico.
  • Presso la prefettura della provincia di residenza.
  • Presso il consolato del luogo di residenza per coloro che vivono all'estero.

La documentazione allegata alla domanda deve includere:

  • Certificazioni che attestino l'infermità o il decesso.
  • Documentazione che dimostri il collegamento causale tra l'evento terroristico e l'infermità o il decesso.
  • Certificazione della percentuale di invalidità.

«L'assistenza medico-legale è cruciale per le vittime del terrorismo o della criminalità organizzata. La valutazione dell'invalidità può variare a seconda delle tabelle utilizzate, rendendo essenziale l'assistenza di esperti per raggiungere la soglia minima del 25% richiesta per gli assegni vitalizi.»

5. In caso di domanda respinta o accolta parzialmente: cosa fare?

Le pubbliche amministrazioni tendono a respingere la maggior parte delle domande per i benefici legati allo status di vittima del terrorismo o della criminalità organizzata, cercando di limitare l'importo delle provvidenze. È fondamentale verificare attentamente l'operato della pubblica amministrazione per assicurarsi che i propri requisiti siano stati valutati correttamente. Il supporto dei nostri medici legali convenzionati ti permetterà di eseguire esami diagnostici adeguati per documentare il tuo quadro clinico e dimostrare il nesso causale tra l'evento traumatico e le tue infermità, anche quelle a lento decorso, al fine di ottenere un ricalcolo più accurato della tua percentuale di invalidità.

Dopo una valutazione preliminare della tua situazione, se risultano soddisfatti i requisiti necessari, il nostro Studio procederà con la presentazione di un ricorso al Tribunale competente.

«È importante essere consapevoli che alcuni decreti di rigetto o parziale concessione indicano erroneamente i termini di 60 o 90 giorni per presentare ricorso al TAR. Tuttavia, il ricorso deve essere effettivamente presentato al Tribunale ordinario. Quindi, anche se il Ministero ti ha negato i benefici in passato o se il tuo ricorso è stato respinto dal TAR, potresti ancora avere l'opportunità di impugnare il decreto e ottenere la giustizia che meriti.»